DOTT. HUGO GASPERI

Fitoterapia a Bolzano

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Le piante hanno costituito, nel corso dei millenni, la prima fonte di principi medicamentosi per l'uomo, ma hanno fornito anche le basi per lo sviluppo scientifico della terapia farmacologica moderna. Recentemente l’OMS ha stimato che almeno l'80% della popolazione mondiale trova nelle piante la principale, se non esclusiva, fonte terapeutica (Monti e Giachetti, 2005). Lo studio delle sostanze naturali per il loro uso in medicina riguarda il settore della farmacognosia; la specifica disciplina medica che prevede l’utilizzo delle piante medicinali e loro preparazioni in terapia è la fitoterapia.

Secondo tale definizione, la fitoterapia non ha distinzioni dalla medicina “classica” per metodologia diagnostica o basi terapeutiche, ma si distingue per l’utilizzo di estratti e prodotti derivati dalle piante medicinali che contengono più principi attivi nel loro “fitocomplesso”. Per fare qualche esempio, l’utilizzo della morfina o dell’acido salicilico non sono di pertinenza della fitoterapia perché, seppur di derivazione naturale ed estrattiva e non sintetica, sono singoli principi attivi; si passa alla fitoterapia quando si utilizza un estratto o una preparazione vegetale. Si parla di fitoterapia anche quando si utilizzano preparazioni elaborate che concentrano o purificano una o più frazioni di principi attivi, come il caso dell’escina dell’ippocastano o la silimarina dal cardo mariano, composte da diverse molecole complessivamente indicate con un unico nome.

Sebbene l’approccio più utilizzato nella ricerca farmaceutica tenda oggi all’individuazione di un singolo principio attivo con un target molecolare preciso, oggi sappiamo che in molti casi le preparazioni di una pianta medicinale possiedono caratteristiche farmacologiche complessive potenzialmente utili e migliorative rispetto ai singoli principi attivi. Questo perché, detto molto in breve, la complessità molecolare di un fitocomplesso può permettere una più ampia modulazione di un processo biologico, può contribuire ad una miglioramento dei parametri farmacocinetici dei principi attivi oppure può esplicare sinergia farmacodinamica tra i diversi costituenti. La peculiarità del fitocomplesso rispetto al composto isolato e purificato risiede quindi proprio nel “gioco di squadra” delle diverse molecole che contiene (Gertsch, 2011).

Le indicazioni mediche per cui il fitocomplesso e quindi il fitoterapico risultano migliorative rispetto al singolo principio attivo sono molte e ufficialmente riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:
Essential Medicines and Health Products Information Portal
e nella Comunità Europea dall’Agenzia Europea per i Medicinali:
European Medicines Agency