DOTT. HUGO GASPERI

Chi sono

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Dr. Hugo Gasperi

BIOLOGO NUTRIZIONISTA PSICOLOGO FITOTERAPEUTA

Hugo Gasperi laureato in scienze della nutrizione umana e iscritto all’Ordine dei Biologi (num. AA085706)

 

COME NUTRIZIONISTA
Mi impegno quindi a fornire maggior consapevolezza al paziente riguardo la nutrizione più adatta, con la naturale conseguenza di raggiungere l’immagine corporea desiderata. Un’alimentazione attenta, per qualità, quantità e varietà, calibrata sui gusti e sulle necessità personali, è il mezzo migliore per raggiungere questa condizione.


COME PSICOLOGO
Anamnesi Psicologica Come il supporto psicologico nell’alimentazione agisce nel meccanismo circolare che muove i nostri comportamenti.Pensiamo sempre che i comportamenti sono sempre frutto dei nostri pensieri che a loro volta sono influenzati dalla nostra storia dalle nostre credenze dalla nostra visione di noi e del mondo.In queste dinamiche cosi articolate si inserisce la figura dello psicologo dell’alimentazionecome supporto per ristabilire un equilibrio tra noi e il cibo. Solo un laureato in Psicologia e in Scienze della Nutrizione Umana Ha le competenze per Essere Psicologo dell’alimentazione.


COME FITOTERAPEUTA
Figura che prepara farmaci di origine naturale, spiega al cliente le condizioni di impiego, gli eventuali effetti indesiderati e le interazioni con altri prodotti farmacologici dei preparati fitoterapeutici creati da lui o da altri Associare ad una dieta se ce ne fosse bisogno prodotti fitoterapici.


COME IGIENISTA DENTALE
Il test salivare per la valutazione della cariorecettività. È su questo principio che si fonda una delle ultime novità in campo odontoiatrico. Oggi infatti esiste un metodo moderno ed innovativo che permette in maniera assolutamente semplice, veloce e non invasiva di prevenire la carie e di stabilirne il rischio di insorgenza molto prima che essa si formi, particolarmente efficace ed indicato nei bambini.si chiama “test salivare” e ci consente di analizzare tre requisiti fondamentali della saliva, elemento costantemente presente nel nostro cavo orale: il flusso salivare; il ph specifico ovvero il “potere tampone” della saliva; la presenza di determinate famiglie di batteri cariogeni.

Il principio si cui si basa il test salivare è che la carie è una malattia infettiva, che viene sostenuta da determinati e specifici batteri, presenti nel cavo orale, i quali si nutrono di zuccheri, producendo acidi che intaccano lo smalto dei nostri denti. Il test è semplice, indolore e molto sensibile. Dopo di che il piccolo paziente deve seguire una dieta programmata La dieta, in quanto di tutti i suoi componenti, carboidrati e zuccheri sono gli unici necessari per la formazione del processo carioso. Oltre all’assunzione di tali nutrienti, sono determinanti anche il numero di assunzioni, la densità dell’alimento, il tempo di permanenza nel cavo orale.

Ovviamente il rischio di carie aumenta drammaticamente quando, accanto a abitudini dietetiche cario-favorenti, si trovino uno scarso controllo della placca e un ridotto apporto di elementi protettivi quali il fluoro. in tutti quei pazienti dove quindi si evidenzia una certa predisposizione alla carie, è possibile intervenire al fine di ridurre o eliminare i fattori e le situazioni a rischio. In base alla categoria di rischio verrà definito uno specifico programma di prevenzione semestrale o annuale da far seguire, da parte del Biologo Nutrizionista al paziente. Formulare una dieta a basso contenuto di carboidrati Il tutto è effettivamente finalizzato alle esigenze individuali di proteggersi dall’attacco della carie.


COME IPNOLOGO O IPNOTISTA
L’ipnosi regressiva è una tecnica sperimentale che permette di ricercare le cause dei conflitti attuali nel mondo remoto dei sogni e di trance. Nell’ipnosi regressiva al paziente viene data la possibilità di ritornare indietro nel tempo recuperando contenuti assimilabili a esistenze pregresse, nelle quali egli può ricercare le radici simboliche dei suoi attuali conflitti. Non tutte le persone possono usufruire dell’ipnosi regressiva, in quanto circa il 20% dei pazienti non risulta idoneo.